Piacenza 11 persone che avrebbero raccontato approcci poco chiari. Una si è costituita parte civile mentre 8 sono le parti offese. Imputato è don Stefano Segalini, ex parroco della Chiesa cittadina di San Giuseppe Operaio accusato di abusi sessuali e procurato stato di incapacità. Il processo a carico del sacerdote si è aperto oggi in tribunale a Piacenza. L’ex parroco è difeso dall’avvocato Mario Zanchetti del foro di Milano. Il collegio giudicante, presieduto da Stefano Brusati – anche presidente del tribunale di Piacenza – ha stabilito che il processo si terrà a porte chiuse. Intanto il tutto è stato rinviato al 26 marzo, quando i giudici dovranno decidere sulla responsabilità civile della Diocesi di Piacenza-Bobbio così come richiesto da un altro avvocato. Don Segalini era stato allontanato da San Giuseppe Operaio nel maggio scorso, il vescovo Gianni Ambrosio davanti ai fedeli aveva parlato di presunti comportamenti deprecabili, non consoni agli impegni del ministero sacerdotale. Nel luglio dello scorso anno don Segalini era stato messo agli arresti domiciliari e a suo carico erano stati ipotizzati reati di violenza sessuale e di riduzione in stato di incapacità. Il sacerdote si trovava in una struttura ecclesiastica al di fuori della provincia di Piacenza, dove ha svolto un percorso di riflessione spirituale concordato con il Vescovo. L’annuncio dell’allontanamento del sacerdote dalla Parrocchia era stato dato durante una messa dallo stesso vescovo che di fronte ad una chiesa gremita di fedeli. Monsignor Ambrosio in quell’ occasione aveva voluto esserci in prima persona alla messa delle 10,30, la più frequentata della domenica nella chiesa della Galleana. Solo poche frasi appena prima dell’inizio della celebrazione. Dichiarazioni che hanno sconvolto i parrocchiani. Oggi durante la prima udienza che vede imputato il sacerdote sono stati numerosi i fedeli che si sono riuniti fuori dal tribunale per sostenere il don.

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