Piacenza Erano ridotte in schiavitù, costrette a subire violenza, minacce e inganni. Arrivate a Piacenza con la promessa di un lavoro, le giovani straniere venivano costrette a prostituirsi e ha vivere in condizioni di grandi difficoltà. A sgominare questa gang criminale tutta nigeriana, la squadra mobile di Piacenza che ha concluso due operazioni di polizia giudiziaria, al termine di complesse e articolate indagini iniziate nella tarda primavera del 2017 e concluse lo scorso dicembre. Il bilancio complessivo dell’operazione è di 5 persone di origine nigeriana arrestate (di cui 3 con mandato di arresto europeo in Inghilterra, Germania e Grecia) e 9 indagati in totale, tra i quali figurano anche tre persone residenti in città e due in provincia. I reati contestati sono riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, con l’aggravante di aver commesso il reato con violenza, minaccia e inganno, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Una persona, inoltre, è stata denunciata per violenza sessuale, per aver avuto rapporti sessuali con una prostituta minorenne all’epoca dei fatti. A dare il via alla complessa operazione di indagine, che si è avvalsa della collaborazione con le forze dell’ordine austriache, è stato un controllo eseguito dalla polizia piacentina in un appartamento: qui è avvenuto il primo contatto con una giovane ragazza di origini nigeriane, di cui gli operatori sono riusciti, con pazienza e sensibilità, a guadagnare la fiducia necessaria affinché confidasse loro l’incubo che stava vivendo. Un racconto straziante della giovane che ha fatto emergere il suo dramma come quello delle altre prostitute. L’operazione si è divisa in due tranches di indagini e i tasselli mancanti sono stati ricostruiti attraverso l’intercettazione di 14 mila utenze telefoniche e 280 mila registrazioni tra intercettazioni messaggi scritti e vocali. 

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