Francesco Chiesa Soprani, agente dello spettacolo, ha raccontato in aula nel processo milanese ‘Ruby ter’ le confidenze soprattutto di Barbara Guerra, ma anche di altre ‘olgettine’ sui rapporti sessuali intrattenuti nelle cene ad Arcore, tra Silvio Berlusconi e le giovani, che a turno, in una stanza buia, soddisfacevano gli appetiti del presidente. Le ragazze, stando alle affermazioni riportate da Soprani, venivano “remunerate per mentire nei processi”. La testimonianza di Chiesa Soprani, sul banco dei testi nel processo a carico di Berlusconi e di altri 28 imputati, e con al centro i versamenti alle ‘olgettine’ per il silenzio o la reticenza negli altri due procedimenti sul caso Ruby, ricalca quanto già dichiarato nelle indagini. Quando Guerra gli faceva queste confidenze “poco prima del 2013”, c’era anche Alessandra Sorcinelli, anche lei imputata per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari, “che ascoltava e confermava”. Il teste, che fu anche arrestato e poi prosciolto nel caso ‘Vallettopoli’ nel 2007, ha spiegato ancora di aver raccolto racconti di questo tenore anche da “Cinzia Molena e Nadia Macrì”. Nonostante la conferma, da parte di varie ragazze, di ciò che accadeva ad Arcore, le dichiarazioni rese oggi da Soprani sono autoindizianti, secondo i giudici, che ritengono che “potrebbero sorgere problemi su eventuali responsabilità penali del teste”. E’ così che il presidente del collegio della settima penale di Milano, Marco Tremolada, ha definito un passaggio della testimonianza di Francesco Chiesa Soprani, in cui il testimone ha detto di aver chiesto ad un avvocato, in passato, di poter “collaborare” con Mediaset, visto che lui era a conoscenza di ciò che accadeva nelle serate ad Arcore. Proprio per queste dichiarazioni, che potrebbero presentare profili di istigazione alla corruzione o tentata estorsione, la deposizione è proseguita con l’assistenza di un legale. In particolare, dal controesame della difesa di Berlusconi, è emerso che Chiesa Soprani in passato è stato condannato per bancarotta fraudolenta per la sua attività di manager di personaggi della tv.

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