Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha voluto replicare in prima persona alle critiche del mondo ambientalista e dei Verdi, che in questi giorni hanno fatto sentire la propria voce in merito ad una vicenda, quella del taglio degli alberi di parco Bassini, che proprio non è andata giù a chi ha cercato di difenderlo. Sala è accusato di non aver saputo impedire il taglio degli alberi, ritenuto necessario per la realizzazione del nuovo dipartimento di Chimica del Politecnico, nonostante le promesse e gli impegni presi dall’amministrazione a favore dell’ambiente, con la dichiarazione dell’emergenza climatica. Il giardino Bassini è stato spogliato delle sue piante nel secondo giorno di gennaio, cogliendo quasi di sorpresa tutti coloro che stavano cercando di costruire una resistenza e impedire l’abbattimento. Il sindaco ha risposto che l’azione di una giunta va vista nella sua globalità e, senza respingere le accuse, invitando a riflettere su tutto quello che l’amministrazione sta facendo per l’aria e contro lo smog, dal cambiamento dei mezzi pubblici, dei bus, alle metropolitane, all’incremento dello sharing e gli interventi per la sostituzione delle caldaie. Un’ attenzione ambientale che deve essere giudicata nella globalità. Come ha ricordato il primo cittadino per scagionarsi dalle accuse che non accennano a diminuire, quella del parco Bassini è una vicenda che è stata portata avanti per consentire al Politecnico di proseguire con i lavori previsti.  Fare scelte, secondo Sala, è ciò che viene richiesto a chi amministra una città come Milano, che deve guardare avanti, anche se il dialogo resterà aperto con chi intende confrontarsi. Una possibilità cui molti ambientalisti non credono più dopo quello che è successo. Una situazione gestita male e senza il dialogo di cui tanto si parla. Le parole di delusione si sono levate l’altro giorno, 9 gennaio, durante il corteo organizzato a Milano da Fridays for Future, che ha accusato la giunta di tagliare alberi secolari dopo aver promesso attenzione al verde. Il dialogo a cui si riferisce Sala, hanno chiarito i manifestanti, ci doveva essere e non c’è stato. Residenti, studenti, insegnanti e cittadini attendevano una nuova discussione sul progetto del disboscamento e sulle possibili alternative, così come era stato annunciato, mentre il 2 gennaio, a sorpresa e protette dalle forze dell’ordine dispiegate nell’area, le motoseghe hanno chiuso definitivamente il discorso.

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