Si fingevano incaricate di verificare esenzione ticket sanitari le tre donne arrestate con l’accusa di furto in abitazione aggravato e sostituzione di persona. È quanto hanno scoperto gli agenti della polizia di Stato, carabinieri e polizia locale della Sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Milano in provincia di Vercelli e Novara. Le tre si presentavano nelle abitazioni di ignari anziani, a Milano e hinterland, come operatrici del Comune per controllare i medicinali assunti per l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario. Chiedevano così alle loro vittime di dare conto dei loro beni, e di mostrare denaro contante e gioielli. Approfittavano così di un attimo di distrazione dei proprietari, per portare via il bottino. Molti i furti attribuiti alle tre dai primi mesi del 2018, tutti con lo stesso modus operandi. “Municipal Fakes”, questo il nome dell’operazione, ha permesso di sgominare una banda di nomadi, provenienti dalla provincia di Vercelli che, una volta in casa degli anziani a Milano, rubavano gioielli e denaro. In manette sono finite una 48enne, residente nel campo rom di Vercelli e una 71enne residente a Galliate, nel novarese. È ancora latitante e potrebbe “essere in giro a fare altri colpi”, invece, una 31enne di origine sinti, residente nel campo nomadi di Vercelli. L’indagine, coordinata dal pm Paola Pirotta, e’ stata portata a termine dal Pool Antitruffe della Procura milanese, da tempo impegnato nell’attivita’ di contrasto ai reati contro il patrimonio in danno di anziani. L’inchiesta è nata dalla denuncia delle vittime e riguarda otto colpi in appartamento – tutti con una refurtiva compresa tra i 500 euro e i 4000 euro – avvenuti tra Milano e l’hinterland (i comuni di Arese e Rho), tra maggio e dicembre 2018.

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