Cremona. Sono state emesse quest’anno dal sindaco di Vescovato Gianantonio Conti due ordinanze difficili da trovare sul sito del Comune, dove pure esiste una pagina dedicata, ancora deserta. Ed entrambe fanno discutere. L’ultima, per la tutela della sicurezza stradale e dell’incolumità pubblica, dispone deroghe limitate e puntuali, per il periodo dal 20 gennaio al 21 aprile, al piano provinciale di controllo della specie nutria, il Myocastor, o meglio castorino. Il sindaco ordina di effettuare battute di caccia con gabbia o fucile dal tramonto fino a mezzanotte e mezza, orario che nell’ordinanza viene indicato nel testo con la dicitura 24.30, raramente usata. Lo scopo è eliminare le cosiddette nutrie anche oltre l’orario dell’attività venatoria, perché rappresenterebbero, secondo il testo, un pericolo che minaccia l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. Il Comune si riferisce al piano di contenimento emanato dall’amministrazione provinciale, che ha autorizzato gli abbattimenti affidandoli a dei cacciatori. La Corte costituzionale però, con la sentenza 217 del 29 novembre scorso, ha stabilito l’illegittimità della normativa regionale che consente ai cacciatori gli abbattimenti selettivi della fauna selvatica. Possono compiere gli abbattimenti solo i proprietari dei terreni e gli agenti di polizia provinciale. E già alcune associazioni cremonesi hanno notato che forse c’è un problema in Provincia. In alcuni video di Elia Sciacca, girati col cellulare a San Felice, le nutrie appaiono intente a mangiare erba, in atteggiamento tutt’altro che pericoloso per l’uomo. Ha fatto scalpore anche un’altra ordinanza del sindaco Gianantonio Conti, che vieta gli assembramenti nella zona di via Vecchia Filanda dopo le ore 22. La ragione è che, a causa degli schiamazzi di gruppi di giovani, i residenti perdono il sonno. Alcuni ragazzi, però, hanno ricevuto multe da 130 euro soltanto perché si sono ritrovati in una strada pubblica a fumare una sigaretta. Provvedimento che a molti è parso eccessivo, anche se il diritto al riposo va tutelato.

Paolo Zignani

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