Sono 16 i casi di contagio da Coronavirus confermati, per ora, nel bresciano, il 2% del totale lombardo. I soggetti risultati positivi si trovano ricoverati nel reparto Infettivi dell’Ospedale Civile, alla Poliambulanza e nei presidi di provincia, come Manerbio oppure in quarantena nelle loro abitazioni. Come successo nelle altre città, anche a Brescia ci sono quattro medici infettati, la ginecologa di Cellatica, originaria della bergamasca ma operativa a Manerbio, un medico di base di Leno e due specializzandi del Civile e della Poliambulanza. Un 63enne di Orzinuovi, da Manerbio è stato trasferito all’ospedale Carlo Poma di Mantova. Risultato positivo al Coronavirus, a causa di una malattia pregressa, è ricoverato in gravi condizioni in Rianimazione. Restano stabili gli altri bresciani contagiati, il 51enne di Pontevico educatore al centro per disabili “Il Gabbiano”, un 79 enne di Erbusco, un dirigente della ditta Mario Levi di Verolanuova che però risiede a Leno, due a Cigole e uno ciascuno tra Capriolo, Castegnato, Gussago, Villa Carcina, Puegnago, Erbusco, Acquafredda. All’esterno degli Spedali Civili, la Protezione Civile ha allestito delle tensostrutture utilizzate come pre-triage per chi si presenta con sintomi da Coronavirus evitando di passare dal pronto soccorso. I tre tendoni si trovano in Via Donatori di Sangue e in prossimità dell’ingresso del pronto soccorso e dispongono, ognuno, di 14 posti letto. Al Civile sono anche curati una trentina di contagiati arrivati dagli ospedali di Cremona e Lodi che si trovano al collasso. A chi entra alla Poliambulanza viene misurata la febbre e, se è presente, viene negato l’accesso. Intanto, anche in tutta la provincia bresciana, che rimane in zona gialla, l’attività scolastica di ogni ordine e grado è stata sospesa ancora per una settimana.

Barbara Fogazzi

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