Giornata ad alta tensione, ieri, nel carcere Bollate di Milano con un detenuto che ha preso a morsi e sputi gli agenti di sorveglianza. La situazione di sovraffollamento e poca sicurezza delle carceri in questo momento si complica con l’allarme legato alla diffusione del Coronavirus, che se entrasse nelle carceri si diffonderebbe con una rapidità estrema e con gravi conseguenze sulla popolazione carceraria e gli agenti di polizia penitenziaria. Aldo Di Giacomo, segretario generale del S.PP ha infatti chiamato le carceri, ben 19 in Lombardia, la “zona nera” dopo la gialla e la rossa. Sono circa 9mila i detenuti se si comprende la sezione femminile di San Vittore. Un fronte “sottovalutato” secondo il sindacalista il quale rende noto che “non ci sono notizie di contagi ma, per ora, di una decina di detenuti in isolamento e alcuni tamponi negativi”. L’unica forma di prevenzione possibile nelle carceri è bloccare ogni contatto con l’esterno quando anche di fornitori, i volontari, insieme una campagna di vera prevenzione e comunicazione che coinvolga prima di tutto il personale in servizio che invece, secondo la denuncia dei sindacati è abbandonato a se stesso nel gestire la situazione.  La sottovalutazione è grave: un detenuto su due è malato con patologie che ne fanno un rischio per sé e per gli altri e ci sono circa 2.600 detenuti over 70. Per far fronte all’alto rischio ed evitare una situazione esplosiva, venti tensostrutture sono state messe a disposizione oggi dalla Protezione Civile per gli istituti penitenziari della Lombardia. Le tensostrutture sananno ritirate e saranno presto montate all’ingresso degli istituti grazie alla collaborazione dei volontari della Regione e in coordinamento col Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Lombardia. Fungeranno da presidi esterni,  all’ingresso degli istituti penitenziari lombardi, allo scopo di permettere i necessari controlli previsti dalla legge sui detenuti cosiddetti nuovi giunti, sugli arrestati e su quelli provenienti da altri istituti, come previsto dalla circolare emanata dal Capo Dap nei giorni scorsi con le disposizioni per la prevenzione del contagio da coronavirus.

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