Milano chiude per cercare di proteggersi dal Coronavirus, che però è ormai arrivato in città con il primo caso di positività di un docente universitario e dermatologo del Policlinico. L’uomo, che si era recato all’ospedale Sacco con tosse e febbre, ora sta bene. Intanto la città chiude le porte al virus, dalle scuole ai teatri, fino ai musei, ai cinema, ai bar e ai locali notturni on orari limitati per 7 giorni. Il periodo potrebbe però allungarsi a 14 giorni, secondo l’ordinanza di Regione Lombardia, emanata ieri e che prevede appunto la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi o di ogni forma di riunione in luogo pubblico anche di carattere culturale. Oltre musei, scuole chiuse, eventi sportivi sospesi, anche le istituzioni culturali più importanti della città interrompono gli spettacoli mentre  i cinema annullano la programmazione dei film nelle sale. Il teatro alla Scala sospende tutte le rappresentazioni a titolo cautelativo fino a nuove disposizioni delle autorità. Così come fuori la Pinacoteca di Brera, che rimarrà chiusa fino al 2 marzo. Stop agli spettacoli anche al Piccolo Teatro fino a nuova comunicazione; chiusi poi l’Hangar Bicocca e il museo delle Gallerie d’Italia. Bar, locali notturni e gli esercizi di intrattenimento chiudono secondo l’ordinanza regionale dalle 18 alle ore 6.00, mentre non ci sono limitazioni per i ristoranti. Anche il monumento simbolo della città, il Duomo, resterà chiuso ai turisti in via cautelativa. La Procura di Milano, guidata da Francesco Greco, ha deciso di chiudere l’accesso al pubblico a tutti gli uffici e alle segreterie dei pm, per evitare la diffusione del contagio, e di trasferire per i prossimi giorni le varie attività di interfaccia col pubblico, principalmente avvocati, online. L’Arcidiocesi ha deciso di celebrare i funerali e matrimoni solo per parenti stretti dei coinvolti. Si salvano per il momento i negozi e tutto il sistema del trasporto pubblico ma, se la situazione dovesse “degenerare, nella fase due non si escludono iniziative più drastiche e rigorose”, come ha spiegato il governatore lombardo, Attilio Fontana. Anche la Milano della moda ha preso le sue precauzioni: durante la settimana delle sfilate c’è chi ha optato per passerelle a porte chiuse come Giorgio Armani e Laura Biagiotti. In centro città ieri non è stata una domenica come le altre: piazza del Duomo e corso Vittorio Emanuele non erano affollate di persone come sempre, niente code di turisti. Oggi metropolitane e treni pendolari mezzi vuoti anche all’orario di punta del mattino e bar chiusi anche alla stazione centrale.

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