L’assessore regionale alla sanità Giulio Gallera ha descritto brevemente la situazione dell’ospedale Maggiore di Cremona, uno dei più coinvolti dall’emergenza sanitaria. In Lombardia ci sono in tutto 403 persone ricoverate negli ospedali con sintomi simili al coronavirus: 216 di queste hanno contratto il contagio. A Cremona i pazienti che hanno il virus sono 60, accertati, e i ricoverati con sintomi simili sono 91. L’ospedale maggiore quindi ha dovuto riorganizzarsi: e anche il reparto di Medicina, oltre a Chirurgia, è stato trasformato in Infettivologia. I medici hanno constatato che i ricoverati  di solito peggiorano rapidamente, anche se all’inizio i sintomi sono deboli. E’ successo a sette delle persone ricoverate a Cremona stanotte: per quattro di loro sono state intensificate le cure, tre invece sono state trasferite ieri sera a Milano, al Niguarda e al Sacco. Il numero dei ricoverati, però, sta diminuendo di giorno in giorno, in città e in Lombardia. Gallera ha rilevato l’importante lavoro dell’ospedale cremonese, tra gli abituali punti di riferimento per i lodigiani, e ha annunciato che molti pazienti saranno dimessi. Già ieri, tre cremonesi hanno lasciato il nosocomio. Molti pazienti infatti reagiscono positivamente e grazie ai loro stessi anticorpi guariscono. Rimangono stabili invece le condizioni dei minori. I dispositivi medici cautelativi sono stati acquistati, ha riferito il presidente Attilio Fontana: 4 milioni di mascherine saranno distribuite a chi ne ha necessità, medici di base compresi. Mentre gli ospedali si organizzano, il disagio tra i cittadini rimane elevato. In vari casi “cremonese” è diventato sinonimo di pericolo d’infezione, e così una donna di Castelverde, che aveva già programmato un’operazione in una clinica in provincia di Rimini, si è sentita disdire l’intervento, anche se non ha alcun sintomo. Le è bastato provenire dalla zona gialla per essere respinta.

-Paolo Zignani-

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