Cremona. L’assalto ai terreni agricoli, da occupare con i sistemi di produzione di energia rinnovabile, più redditizi del mais, è solo cominciato, come dimostra l’annuncio apparso oggi della società Blu Energy, che cerca un terreno senza vincoli paesaggistici e naturalistici di oltre 200mila metri quadrati nella Lombardia del Sud, province di Cremona, Mantova, Pavia o Lodi. Si chiede una cabina elettrica a bordo del lotto, con una strada d’accesso, proprio come in via Zocco, davanti a Cremona Solidale. La Fondazione città di Cremona, proprietaria di quel terreno, si è dunque trovata in una situazione per nulla eccezionale, e in un primo tempo ha detto sì, concedendo il diritto di superficie per trent’anni alla società Juwi di Verona. La stessa società ha presentato una proposta analoga in un’area fra Casalpusterlengo, Codogno e Lodi, e l’amministrazione provinciale si è dichiarata contraria così come i tre Comuni. L’effetto del libero mercato nel settore energetico, un tempo dominato dalle municipalizzate, si fa sentire. I pannelli fotovoltaici collocati a terra costano meno che sui tetti, ma la normativa nazionale e regionale è poco chiara, mentre i piani regolatori e il Piano territoriale dell’amministrazione provinciale lasciano margini d’azione. Per questo gli Stati generali dell’ambiente, in una nota diffusa oggi, rifiutano ogni abbraccio politico. L’ordine del giorno del centrosinistra, fermato dalle minoranze, che hanno sposato la linea degli ambientalisti, presentava ancora diverse frasi ambigue, quindi è stato modificato, non per volontà del centrosinistra, ma della riunione dei capigruppo. Distinguo e malumori hanno continuato a caratterizzare la maggioranza e alla fine il sindaco Gianluca Galimberti ha difeso il lavoro compiuto, malgrado il primo sì, deciso solo da tre persone, seguito da mesi di riunioni senza riuscire a esprimere un chiaro diniego prima del voto di ieri.

Paolo Zignani

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