Cremona. Il nome “Osservatorio Arvedi” non appare nemmeno, nell’invito rivolto dall’assessore all’ambiente Simona Pasquali a tutti coloro che ne facevano parte: i rappresentanti del gruppo siderurgico, dei Comuni di Cremona, Spinadesco e Sesto, ente Provincia e poi enti e organi di controllo, funzionari, comitato di quartiere, sindacati e associazioni ambientaliste. Non è altro che un “incontro” e si svolgerà giovedì 5 marzo alle 17 nella sala riunioni dell’oratorio di Santa Maria Maddalena in via Abbadia 32, dove sarà ufficialmente presentata la campagna di qualità dell’aria che sarà condotta dall’Arpa nella zona di Cavatigozzi e Spinadesco. Gli osservatori dedicati ai temi ambientali, nella precedente amministrazione, erano tre, compresi quelli sulla Tamoil, aperto nel 2008, e la gestione dei rifiuti, inaugurato nel 2015. La giunta Galimberti bis, dopo sette mesi e la bufera sul parco fotovoltaico a terra, conclusa con un dietrofront del Comune a causa delle proteste delle associazioni, non li ha più convocati. Tuttavia gli argomenti non possono essere evitati. Infatti la convenzione urbanistica stipulata dal Comune di Cremona e l’acciaieria Arvedi nel 1989, approvata dal consiglio comunale, prevedeva come condizione numero 21 l’istituzione di una specifica commissione-osservatorio, con il compito, così recita il testo, di “sovrintendere ai sistemi di controllo della corretta gestione delle strutture tecniche mitigatorie realizzate”. L’ultima riunione si è tenuta il 29 ottobre del 2018, anche se l’impegno preso dal Comune era una convocazione ogni sei mesi. Il programma del sindaco, nel suo secondo mandato, comprende l’obiettivo di costituire un nuovo osservatorio sulle aree industriali, con l’intenzione, a quanto pare, di ampliare l’attività dell’ex commissione-osservatorio Arvedi. Il dato di fatto però è che è rimasto sulla carta. Non resta che l’incontro” del 5 marzo.

Paolo Zignani

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