Tornano a riunirsi i fiocchi gialli del gruppo Uniti per l’Utin, l’unità di terapia intensiva per i neonati dell’ospedale Maggiore, organizzando il convegno “i medici incontrano i cittadini”, stamattina nella sala di Spaziocomune in piazza Stradivari. Quando il sindaco di Gerre de Caprioli Michel Marchi prende la parola e chiede dove siano i sindaci della provincia di Cremona, scattano gli applausi, anche perché Marchi propone a tutte le fasce tricolori un’azione unitaria. E’ infatti pronto a firmare un’ordinanza come autorità sanitaria municipale, invitando i colleghi sindaci del territorio a firmare a loro volta per costringere la Regione revocare la decisione di depotenziare il reparto di terapia intensiva per i neonati. E’ un’emergenza sanitaria contingente e particolare, meritevole di un’ordinanza, se un malato viene costretto ad aspettare un anno per fare un esame o un’operazione chirurgica, e se un neonato dev’essere trasportato agli Spedali civili di Brescia, perché l’ospedale cremonese non ha più i medici e le apparecchiature necessarie. I cittadini applaudono anche il sindaco di Stagno Roberto Mariani, che non si rassegna alla debolezza politica del territorio e il 18 febbraio si recherà al Pirellone per un nuovo confronto con l’assessore Giulio Gallera, il quale prima in consiglio provinciale a Cremona e poi in Comune a Casalmaggiore ha fatto ricadere la responsabilità dei tagli sulla legge nazionale, che pone un numero minimo di pazienti per giustificare l’apertura di ogni tipo di reparto. L’obiettivo dei medici e dei cittadini è di far revocare la delibera di giunta regionale, che ha indebolito l’ospedale. Una delibera fondata sul parere di una commissione tecnica, come ha spiegato il primario Aldo Riccardi, nella quale Cremona non è rappresentata, diversamente da Mantova. L’ospedale Maggiore sarebbe, quindi, stato penalizzato da valutazioni compiute da chi gli fa concorrenza. Vige infatti il sistema dei drg, che premia la struttura che riesce a produrre più prestazioni sanitarie, ottenendo quindi più finanziamenti. Il territorio cremonese, disunito e con pochi abitanti, ne risulta penalizzato.

Paolo Zignani

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