Cremona Difendere il servizio pubblico sanitario sul territorio cremonese è l’obbiettivo comune dichiarato dai sindaci del cremonese che venerdì pomeriggio hanno infine trovato la quadra attorno ad un documento, che è ancora in bozza, e che verrà presentato all’attenzione dell’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera, nell’incontro fissato per il 18 febbraio. Il documento chiede di riconoscere un bacino d’utenza allargato per l’Asst di Cremona, una classificazione di livello superiore del dipartimento emergenza- urgenza, il cosiddetto Dea, azioni per salvaguardare e rilanciare i reparti, a partire dall’Utin. Gallera nei giorni scorsi ha negato che sia in atto un declassamento per Cremona, affermando che non saranno svuotati i reparti di neonatologia ma che saranno erogate le cure per i neonati entro i criteri della terapia subintensiva. Nei fatti però questo declassamento è già partito, proprio dall’Utin. Mentre prosegue la raccolta firme su internet, le mamme e i cittadini si mobilitano e anche i sindaci fanno la propria parte, chi si sta mobilitando fa notare che tra le voci che si sono levate in difesa dell’Utin e dell’ospedale, della struttura, dei reparti e delle professionalità, manca quella più attesa, degli amministratori dell’Asst. 

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