Dopo i Comuni maggiori della zona rossa – Castiglione d’Adda, con 59 persone positive al test, e Codogno con 29 – il Comune più colpito è si trova nella zona gialla: Cremona con 22, per gli intensi rapporti con il lodigiano. 

Secondo i dati della Regione, aggiornati alle 17 ieri, i casi positivi in Lombardia sono 403. Negli ospedali sono ricoverate 213 persone, delle quali 172 non si trovano in terapia intensiva e quindi potrebbero essere dimesse e guarite nel giro di pochi giorni. In terapia intensiva ci sono 41 persone e i deceduti sono 14. Su 4.073 tamponi eseguiti, solo 1 su 10 ha dato esito positivo: la stragrande maggioranza, 7 su 10, non hanno preso il virus mentre di 2 su 10 si attende l’esito. Il coronavirus, statisticamente, dimostra di non avere molte preferenze: risparmia bambini e giovani fino ai 24 anni, tranne casi molto rari, ma colpisce tutte le fasce d’età, dai 24 anni in su, più gli uomini (il 63%) che le donne. Considerando la ripartizione per province, la prima è Lodi, con il 39% dei casi, ma al secondo posto c’è Cremona, con il 23%, seguita da Bergamo con il 18%. Tra i Comuni più colpiti ci sono i centri principali della zona rossa: Castiglione d’Adda, con 59 e Codogno con 29. Al terzo posto c’è proprio Cremona, con 22, per i suoi intensi rapporti con la zona rossa, davanti alla lodigiana Casalpusterlengo e alla bergamasca Nembro con 19 ciascuno, poi Crema con 10. In proporzione al numero di abitanti, Soresina spicca con 8 casi seguita da Castelleone con 6. Ai confini con la zona rossa, ma in zona gialla, Pizzighettone ne ha 4, Sesto 3. I comportamenti dei Comuni divergono: alcuni danno anche via social tutte le informazioni in loro possesso, sul numero dei casi, altri preferiscono tenere un profilo basso. Dei due casi di Spinadesco, ad esempio, si è saputo solo grazie alle statistiche regionali.

Paolo Zignani 

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