Potrebbe essere stato un difetto all’attuatore dello scambio a causare il deragliamento del Frecciarossa Milano-Salerno avvenuto nel Lodigiano nelle prime ore della mattina del 6 febbraio, che ha provocato la morte di due macchinisti e il ferimento di 31 persone deragliato, difetto all’attuatore dello scambio. A dichiararlo è il direttore dell’Agenzia per la sicurezza ferroviaria, aggiungendo però che questa evidenza “non spiega tutto”. Marco D’Onofrio è stato sentito in Senato in audizione nella commissione lavori pubblici, in una seduta dedicata proprio al disastro ferroviario di Lodi. La Procura di Lodi ha diramato un alert di sicurezza dopo che gli stessi periti nominati dalla procura, hanno confermato l’esistenza di un problema elettrico dello scambio numero 5. Quei componenti, prodotti da un fornitore di Rfi, vengono venduti in tutta Europa. Una volta noti gli estremi di questo componente o del lotto di fabbricazione, saranno allertate tutte le National Safety Authority dell’Unione europea, in modo che in tutto il territorio dell’Unione si avrà notizia del difetto riscontrato sul componente. Da ieri sera Rfi ha sospeso il montaggio di attuatori di questo tipo. Lo scambio numero 5, che risulta presentasse un problema elettrico, era nuovo di fabbrica. Era stato montato sui binari dell’Alta velocità proprio la notte prima dell’incidente che è costato la vita a due macchinisti. I periti della Procura, infatti, hanno potuto riscontrare, a lato dei binari, la presenza del pezzo vecchio che era stato appena sostituito come da normale calendarizzazione. Stamattina, ci sono stati anche grandi movimento nella parte di area che è stata dissequestrata ieri sera dalla Procura.  Si scavando per arrivare a creare una piattaforma in cemento che dovrà garantire il lavoro delle gru che dovranno rimuovere i vagoni del treno dai binari, in sicurezza. Sarà necessario ancora un lungo lavoro di preparazione della zona prima che si inizino a rimuovere dai binari i vagoni del Frecciarossa.  L’ipotesi per ora ritenuta più attuabile è quella di smontare dai vagoni le ruote e i carrelli del convoglio e di trasportarli via dai binari separatamente, in modo da arrivare a diminuire il peso dei singoli trasporti che saranno necessari. Il Frecciarossa 1000 deragliato sembra destinato a essere trasportato, una volta tolto dai binari dell’Alta Velocità, nel deposito Rfi di Ancona.

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