Il clima recessivo provocato dall’emergenza coronavirus si estende dai mercati finanziari a quelli delle materie prime fino al commercio reale, mettendo a rischio l’export dei prodotti dell’agroalimentare lombardo verso la Cina, che nel 2019 ha raggiunto un valore di oltre 60 milioni di euro. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base delle proiezioni su dati Istat relativi ai primi 9 mesi del 2019. Una situazione che va attentamente monitorata dall’Unione Europea per salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare soprattutto in un momento in cui il cibo è tornato strategico nelle relazioni internazionali, dagli accordi di libero scambio alle guerre commerciali come i dazi di Trump, la Brexit o l’embargo con la Russia.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata