(Lo). A Codogno, sede dell’ospedale da cui è partita l’epidemia da coronavirus, gli abitanti vivono l’isolamento, insieme a tutti gli altri residenti dei paesi lodigiani della zona rossa, con gli stati d’animo più diversi: c’è chi è infuriato per i problemi legati all’attività bloccata da giorni e c’è chi invece cerca di trovare motivazioni per “sopravvivere”. 50mila persone sono infatti costrette a rimanere nella zona critica almeno fino al 7 marzo. Oggi ci racconta la vita da “isolato” Roberto Cighetti, Insegnante di scienze e anatomia all’Istituto Cesaris di Casalpusterlengo, che abita proprio a Codogno. Sentiamo. Il servizio. Claudia

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