(AP Photo/Antonio Calanni)

Treno deragliato: scambio regolare? Al vaglio parole indagati

Si profila intensa la settimana entrante per gli inquirenti della Procura di Lodi che affideranno l’incarico ai consulenti per chiarire quanto accaduto giovedì mattina, quando è deragliato il Frecciarossa 9595 portando la morte per due macchinisti mentre altre 31 persone sono rimaste ferite. La nomina per affrontare accertamenti irripetibili ha comportato, per ora, l’avviso di garanzia per i cinque dipendenti di Rfi intervenuti, ognuno per la propria competenza, per lavori di manutenzione sullo scambio tra Ospedaletto Lodigiano e Livraga sul quale la carrozza numero uno è praticamente decollata, colpendo anche una struttura per la manutenzione. Sabato, interrogati dal pomeriggio per oltre 12 ore nella stazione della Polfer di Piacenza, i cinque hanno confermato la versione resa nell’immediatezza come testi. Non riescono a spiegarsi che cosa sia successo e nessuna scarica responsabilità sugli altri: “Abbiamo restituito lo scambio in ordine”. Ciò contrasta con le prime risultanze in possesso del procuratore di Lodi, Domenico Chiaro e del pm Giulia Aragno che contesta ai cinque di aver svolto, secondo l’avviso di garanzia, “l’attività in modo non adeguato”: così il convoglio è finito “su binari di servizio, non destinati al traffico ordinario, né in grado di sostenere l’Alta velocità”. Le dichiarazioni degli indagati, assistiti dagli avvocati Armando D’Apote e Fabio Cagnola, messi a disposizione da Rfi, saranno poi confrontate con le analisi sul materiale sequestrato. La Procura di Lodi sta perfezionando in queste ore il conferimento dell’incarico a due consulenti che dovranno occuparsi di verificare le cause del deragliamento.