Cremona. Aumentano i casi di amministrazione di sostegno e di conseguenza le file in tribunale si allungano, sino a tenere in attesa i cittadini per alcune ore. L’amministratore di sostegno, che può essere un familiare o un professionista, gestisce i conti correnti e quindi le pensioni e i risparmi delle persone ricoverate e quindi tiene rapporti fra case di riposo, Comuni, Ats e banche. Quindi il tribunale vede l’afflusso di persone nuove, che ben poco conoscono l’attività degli uffici giudiziari, e che quindi hanno frequente bisogno di informazioni. Fino a qualche mese fa l’addetto dell’Urp, al primo piano, rispondeva alle domande sulla volontaria giurisdizione, che comprende amministrazione di sostegno e casi di tutela. L’addetto andato in pensione qualche mese fa però non è stato sostituito e quindi l’ufficio ha chiuso, per una sofferta e ponderata decisione della presidente del tribunale Anna Di Martino, vista l’annosa crisi d’organico, con altri settori in maggiore sofferenza, come il penale. L’Urp inoltre era stato creato prima dell’accorpamento con il tribunale di Crema, affrontato con lo stesso organico. L’introduzione del processo civile telematico ha accorciato i tempi, riducendo le pratiche in attesa, e così la presidenza del tribunale ha stabilito che non ci si poteva permettere un dipendente dedicato di fatto alla sola volontaria giurisdizione, perché le emergenze sono altre. Ci sono infatti solo 40 dipendenti sui 56 previsti dalla pianta organica: in difficoltà si trova soprattutto la cancelleria penale, dove i tempi si allungano. I concorsi del ministero, per le nuove assunzioni, non aiutano Cremona, sede poco ambita. La relazione del primo presidente della Corte suprema di Cassazione ha rivelato che i dipendenti della Giustizia sono diminuiti anche nell’ultimo anno. La pianta organica nazionale è stata ridotta, e quindi figura una minore carenza, anche se ci sono meno dipendenti. Ne mancano infatti circa 10mila in Italia e altri tribunali soffrono più di Cremona. Quindi le code continueranno. Intanto si attende l’ispezione che il ministero di Giustizia farà a Cremona e Bergamo nel mese di maggio.

Paolo Zignani

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