Brescia Chiudere tutto. E’ questo l’appello rivolto alle istituzioni che arriva dal mondo della sanità bresciano. Chiusura totale per sconfiggere questo nemico invisibile e pericolosissimo. Le terapie intensive della Lombardia non hanno più posti.  Non si può continuare a far circolare le persone, dichiara Sergio Cattaneo, primario di cardiorianimazione degli Spedali Civili. Pensiero condiviso anche da Paolo Terragnoli, primario del pronto soccorso della Clinica Poliambulanza che precisa come aumentino   sempre più i giovani contagiati. È finito il momento di uscire, bisogna stare a casa e va chiuso tutto. A Brescia, tra città e provincia, i contagi sono 4648, con 594 morti e i 1.156 dimessi registrati dall’Ats di Brescia. “La gestione dei tanti morti per ora non è critica” ha spiegato il prefetto di Brescia Attilio Visconti. “L’intesa con la Diocesi sta permettendo di portare le salme nelle chiese dei paesi. Al momento non c’è necessità dell’intervento dell’Esercito”. Intanto la Regione Lombardia annuncia l’arrivo di medici. Un team composto da personale sanitario cinese – medici e infermieri – sarà impiegato anche a Brescia. Arriveranno dal Paese per primo colpito dal virus per consentire l’attivazione di nuovi posti letto di Rianimazione al Civile, tra le strutture che dai primissimi giorni dell’emergenza accoglie e gestisce i pazienti covid-19 con le patologie più gravi.

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