E’ una situazione esplosiva quella che si sta vivendo nelle case di riposo cremonesi. Secondo i sindacati, nelle ultime settimane, i decessi sono aumentati del 25%. Nella Rsa di Stagno Lombardo, per esempio, in un mese si sono verificati 21 decessi su 71 pazienti. Nelle strutture cremonesi, gli ospiti sono circa 4000 e molti di loro muoiono dopo aver avuto febbre alta e difficoltà respiratorie. I tamponi, però, non si fanno perché è necessario il trasferimento in ospedale e quindi, il Coronavirus non è accertato. La speranza della Spi-Cgil è quella che i test vengano, invece, fatti su tutti, ospiti e personale, che gli operatori socio-sanitari vengano dotati dei dispositivi di protezione individuale, siano chiuse le strutture all’esterno laddove ciò non è ancora avvenuto. Questi sono accorgimenti necessari per evitare i focolai. Intanto, i sindaci del territorio e il presidente dell’Arsac, Walter Montini, hanno sottoscritto un documento per chiedere alla Regione un interessamento particolare alla situazione delle case di riposo.

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