Brescia. La progressione del contagio in provincia di Brescia non accenna a diminuire. Secondo gli esperti in questi giorni si sta assistendo al picco di contagi avvenuti due settimane fa, durante quel fine settimana in cui vennero prese d’assalto laghi e piste da sci. Anche il sindaco Emilio Del Bono ha ribadito che la città è a pezzi e che questo dolore cambierà per sempre i bresciani. Lo ha detto al premier Conte, che ha garantito l’arrivo di aiuti internazionali. E gli ha chiesto anche che venga semplificata al massimo la burocrazia per le imprese che hanno deciso di convertire le loro attività per produrre mascherine e respiratori. Inoltre, ha aggiunto che vedere così tante bare affiancate una all’altra è sconvolgente. Questo dolore ci cambierà per sempre. Ma “anche in guerra non perdevano la speranza nel futuro. Noi siamo in guerra. Ha infine commentato l’ultima ordinanza regionale, dicendo che è stato fatto un passo avanti. È arrivata una bella stretta e impegni concreti. E ha ribadito la necessità di medici, infermieri, dispositivi di protezione e respiratori. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore generale degli Spedali Civili Marco Trivelli, perché al nosocomio, a oggi, ci sono 54 posti in terapia intensiva, ma serve un supporto dalla prossima settimana, quando verranno aperti altri 13 posti di terapia intensiva. Altri sei posti verranno aperti la settimana successiva (dal 30 marzo al 5 aprile). L’Asst del Garda ha invece chiesto 4 medici e 9 infermieri per Manerbio, 1 medico, tre infermieri e due farmacisti per Desenzano, un medico e tre infermieri per Gavardo. A causa dei tantissimi ricoveri e del personale sanitario fuori servizio perché contagiato, gli ospedali stanno andando in tilt.

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