Cremona. Il dato dei casi di contagio da coronavirus aumenta in provincia di Cremona di 126, la metà dell’incremento di ieri, per un totale di 3.496 positivi. Nella città di Cremona i nuovi casi sono 31, a Crema sono 6, in chiaro rallentamento, considerato soprattutto l’aumento rilevante dei tamponi eseguiti dalla Regione, oggi più di 8mila. Il totale dei deceduti sale a 455. 

 All’ospedale maggiore diminuiscono di poco gli accessi al pronto soccorso, ma si tratta di un falso trend di miglioramento, perché si presentano persone ammalate e in modo importante, anche giovani e persino ventenni, come spiega il primario Antonio Cuzzoli, che è risultato negativo al tampone e intende rientrare al lavoro. Da venti giorni l’ospedale è pieno e non ha più posti liberi di terapia intensiva: gli intubati sono 52. E’ partita dal primario del pronto soccorso la richiesta, rivolta alla Regione, di dare ai medici di base la possibilità di arginare il contagio sul territorio, facendo da diga, in modo che l’ospedale non sia più solo ad affrontare l’intera ondata dai malati, che si presentano spesso già gravi. Occorrerebbe quindi fare tamponi anche ai pazienti dei familiari e dei conviventi dei positivi, secondo il primario del pronto soccorso cremonese, e poi dare ai medici di base la possibilità di prescrivere farmaci anche antivirali a casa, nelle fasi precoci, per riservare il farmaco forte al momento in cui il malato arriva in ospedale, evitando di ricoverarlo subito in ventilazione assistita. Nel frattempo, a Crema, la disponibilità data dal consiglio d’amministrazione della casa di riposo Benefattori Cremaschi a ospitare, secondo le indicazioni della giunta Fontana, 20 malati di covid-19, ha suscitato notevole apprensione fra i cittadini, al punto che la sindaca Stefania Bonaldi ha subito inviato una lettera alla presidente Bianca Baruelli. Crema, come ricorda Stefania Bonaldi, con i suoi 387 contagi, ne ha 1,12 ogni 1.000 abitanti, un dato molto più elevato che altrove. Si presume quindi che ci sia un gran numero di persone asintomatiche in circolazione a Crema, che tuttavia non risultano portatrici d’infezione perché i tamponi processati sono stati pochi, in linea con le disposizioni della Regione. Il timore è che quindi l’impatto del contagio su Crema diventi ancora più pesante. 

Paolo Zignani

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