Continuano ad aumentare i contagi da coronavirus in provincia di Cremona. Oggi, secondo i dati trasmessi dalla Regione, sono 157 più di ieri, per un totale di 3.762, secondo un’espansione che continua in modo costante, mentre da una settimana la Regione ha aumentano il numero dei tamponi: 32mila da lunedì. I ricoveri in terapia intensiva sono praticamente azzerati all’ospedale maggiore, perché non ci sono più posti disponibili. Tutti e 52 sono occupati. Ieri sono diminuiti di poco gli accessi al pronto soccorso, benché il flusso resti impegnativo, per l’arrivo di pazienti con un quadro clinico di importante gravità. L’ospedale ormai ha ben pochi posti letto liberi. Ci sono infatti 500 malati di polmonite causata dal virus, di cui 40 in terapia intensiva. Situazione drammatica ma i medici pneumologi, come dichiara il primario Giancarlo Bosio, non mollano. Oltre all’ospedale da campo dei Samaritani, sono arrivati nelle corsie alcuni neolaureati a dare sostegno. Nel frattempo la Regione cerca di organizzare le terapie a domicilio: l’organizzazione sul territorio appare però ancora molto debole, proprio mentre ci sono pazienti non acuti a casa, con febbre e altri sintomi simili al covid-19, in condizioni di grande ansia perché i test del tampone sono in ritardo. Sono stati distribuiti i primi 50 kit a due medici di Cremona e dalla settimana prossima, e, come fa sapere Antonio Di Malta, referente cremonese della Federazione dei medici di base, ne saranno distribuiti altri mille sul territorio provinciale. Ogni kit consiste di un cerotto da applicare sul petto del paziente, con un sensore che consente di controllare da remoto, via computer, i parametri vitali: la frequenza cardiaca, quella respiratoria, la saturazione dell’ossigeno e la traccia elettrocardiografica. E’ uno dei modi per assistere i malati di covid-19 evitando le visite a domicilio, divenute ormai una pratica pericolosissima. Si sta organizzando poi una struttura per fare tamponi anche presso l’Ats. A Crema si terrà domani pomeriggio una videoconferenza tra la fondazione Benefattori Cremaschi, da una parte, e la sindaca Stefania Bonaldi, che ha chiesto un’informativa aperta a tutte le forze consiliari, perché la casa di riposo intende accogliere 20 malati di coronavirus provenienti dall’ospedale cittadino.

-Paolo Zignani-

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