Cremona Le case di riposo sono in allarme: si stanno esaurendo le mascherine e altri dispositivi di protezione per il personale, già ridotto dalle malattie di stagione, e chiamato a un sovraccarico di lavoro. La Regione infatti organizza il maggior numero possibile di trasferimenti di pazienti non gravi dagli ospedali al limite del collasso, come quelli di Cremona e Crema, alle rsa. Già dall’inizio dell’emergenza causata dal coronavirus, nei primi incontri in Prefettura, Walter Montini, il presidente dell’Arsac, l’associazione che rappresenta 28 case di riposo del territorio, aveva sottolineato l’estrema pericolosità del covid-19 per gli anziani ospiti, i più esposti al contagio, essendo già debilitati. Le sollecitazioni alla Regione, all’Ats, e ancora alla Prefettura, non hanno finora trovato risposta. La Regione ha lanciato una gara d’appalto per 21 milioni di mascherine, tutt’ora introvabili: ne occorrono ben 300mila al giorno in Lombardia. Negli ospedali, i sanitari ne hanno una sola a disposizione per turno di lavoro e le farmacie espongono cartelli “no mascherine”. Il coronavirus è quanto mai pericoloso negli istituti per anziani, in alcuni dei quali è stato notato un aumento dei decessi. Le visite dei familiari sono vietate da diversi giorni, a Cremona Solidale e nelle altre rsa. E diversi anziani ricevono con il sacchetto del cambio dei vestiti le lettere dei figli e dei nipoti. I contagiati aumentano ancora con una crescita è vigorosa, più alta rispetto alla settimana scorsa: sono 1.792 in provincia, con un incremento di 227 positivi al test. L’assessore regionale Giulio Gallera ricorda che per rilevare una tendenza occorre una serie di una settimana. Una decina di ricoverati sono stati trasferiti dall’ospedale di Crema, saturo come Cremona, in altre strutture: elevato anche stamattina il numero di accessi al pronto soccorso. Per Cremona è la quarta domenica in emergenza sanitaria: la città non è mai stata così deserta, ma occorre una settimana per constatare l’effetto positivo del distanziamento sociale, visti i tempi di incubazione del virus.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata