Cremona. Di giorno in giorno molti amministratori pubblici, dal sindaco Gianluca Galimberti al presidente della Regione Attilio Fontana, appaiono in video in cui minacciano di provvedimenti sempre più severi persone che isolate e con la mascherina escono di casa, mentre si continua a lavorare ogni giorno in fabbriche che hanno centinaia se non migliaia di dipendenti.

Il sindacato di base Usb quindi protesta contro gli ultimi decreti del governo, che permettono alle aziende di scegliere liberamente se continuare la produzione. E non poche anche in provincia di Cremona hanno deciso di non fermarsi. Riad Zaghdane, dell’Usb, fa notare che in diverse aziende la sanificazione non si fa, che i decreti non hanno mai dato sufficienti indicazioni dei livelli di sicurezza e che il documento di valutazione del rischio di contagio da coronavirus nemmeno esiste. Continuano a lavorare anche industrie che non producono beni di prima necessità, come alimentari, farmaci e dispositivi per la sicurezza. Gli assembramenti più numerosi però si vedono proprio nelle fabbriche, dove molte persone si ritrovano ravvicinate, senza conoscere precisamente quale sia l’esposizione al rischio e in alcuni casi senza dispositivi di protezione.  Di conseguenza l’Usb nazionale ha proclamato un ulteriore pacchetto di 32 ore di sciopero per tutti i settori industria partire da ieri, 48 ore di sciopero nella logistica a far data dal 27 marzo, sciopero a oltranza per il turismo e pubblici esercizi, sciopero nei call center dal 17 al 21 marzo e stato d’agitazione nel commercio, grande distribuzione, trasporti e cooperative sociali. 

Paolo Zignani

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