Cremona L’allarme lanciato da Sante Gerelli a Gussola, nel Casalasco, è subito rimbalzato per tutta la provincia, potenziato dall’emergenza sanitaria; in diversi si sono messi alla ricerca di bombole per l’ossigeno, la cui carenza sul territorio si è manifestata in modo improvviso e drammatico. Sante Gerelli infatti vive con il padre 85enne, la cui sopravvivenza da tempo, prima dell’emergenza, dipende dalla disponibilità di ossigeno in contenitori da 14 litri. La ricerca delle bombole, da parte di amici e conoscenti, ha messo in evidenza che diverse farmacie, a Cremona e territorio, ne erano sprovviste malgrado l’urgenza. Sono trascorse ore di tensione, infine la ricarica è stata possibile. Caso tutt’altro che isolato; al consigliere regionale Marco Degli Angeli infatti sono arrivate diverse segnalazioni simili di carenza sia d’ossigeno che di bombole. Per questo il consigliere ha lanciato un invito a tutti coloro che ne hanno prese in prestito: che le restituiscano alle farmacie, anche vuote o parzialmente piene, per renderle disponibili ai malati che vengono curati a domicilio. Si tratta di contenitori prodotti in una sola azienda italiana, e in parte forniti dall’estero. Degli Angeli sottolinea poi la necessità di fermare le attività non necessarie, come le produzioni siderurgiche, chimiche o belliche, che di ossigeno fanno ampiamente uso. L’emergenza sanitaria intanto mette in particolare difficoltà le case di riposo. I sindacati della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil si oppongono alla delibera della giunta Fontana, che prevede il ricovero nelle case di riposo dei malati di covid-19, in settori separati e con personale dedicato. Cremona Solidale tuttavia sta preparando degli spazi appositi nei locali delle cure intermedie, al di fuori della casa di riposo. Rimane il problema della carenza di personale, in parte malato o in quarantena. A Crema la Fondazione Benefattori Cremaschi onlus ha deciso invece di accogliere 20 pazienti colpiti da covid-19.

Paolo Zignani

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