Cremona. Sono già sette i deceduti a Soresina, circa uno ogni mille abitanti, e 54 i positivi al test del tampone, di cui tre non più residenti. Di questi, 38 sono in condizioni di salute buone o discrete, 26 sono a casa ma 5 sono malati in condizioni serie; fra questi, uno sta migliorando. Di altri 5 positivi invece non si sa nulla. Dati che vanno messi in relazione anche con l’età media della popolazione e lo stato di salute, già compromesso, di diverse vittime del coronavirus. Nei giorni scorsi si sono tenuti i primi funerali con la mascherina e i guanti, in forma strettamente privata e riservata. Fra i deceduti Cesare Ciboldi, di 65 anni, pianto dai familiari e da numerosi amici e conoscenti. Non ce l’ha fatta nemmeno Piero Lovatti, che avrebbe compiuto 75 anni a giugno: dapprima ricoverato a Cremona, si è poi spento al Niguarda di Milano, conosciuto come ultimo capostazione di Soresina, prima dell’automazione della linea Cremona-Treviglio. Una situazione pesante per la popolazione. Si vedono esposti degli striscioni colorati di incoraggiamento su alcuni balconi, con la scritta “Andrà tutto bene” e i colori dell’arcobaleno. E’ stato il sindaco Diego Vairani a diffondere l’hashtag “Animo Soresina!”, tradizionale grido che si sente allo stadio quando i rossoblù sono in difficoltà.

Paolo Zignani

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