Cremona La cruda statistica delle persone morte in provincia di Cremona, fra i contagiati dal coronavirus, per quanto non sia la malattia più grave, suscita molto timore. Il dato è di 85 decessi, di cui 25 a Cremona, 10 a Crema e 7 a Soresina. Sono più di 30 i Comuni con almeno una vittima. In due giorni, venti persone hanno perso la vita. E anche oggi numerosi cittadini protestano contro il governo e la Regione perché le industrie restano aperte. Il presidente della Regione Attilio Fontana, dopo la videoconferenza di stamattina con i sindaci dei capoluoghi di provincia, dichiara moderata soddisfazione per l’ultimo decreto del presidente del consiglio, anche se fabbriche con migliaia di operai proseguono l’attività. Diversi cremonesi manifestano il loro disappunto commentando le dichiarazioni di Fontana: molti chiedono la pulizia e la sanificazione delle strade, lamentano la mancanza di mascherine nelle farmacie, segnalano che in alcune fabbriche non ci sono dispositivi di sicurezza né si controlla la febbre all’ingresso. Nelle stessa famiglia c’è l’operaio che deve andare a lavorare gomito a gomito con i colleghi, mentre il fratello minore non può andare a scuola. Mentre i sindacati nazionali minacciano sciopero, anche i sindaci si lamentano perché, malgrado le pressanti richieste di sicurezza da parte dei cittadini, non ricevono dati dall’Ats. Non sanno chi sono i malati ma neppure in quale zona abitano: la conseguenza è che non possono controllare se la quarantena viene rispettata o no e nemmeno possono rafforzare la prevenzione. Il controllo sociale da parte dei cittadini non può essere svolto e i sindaci temono di subire condanne e richieste di risarcimenti danni per non aver fatto rispettare le norme di tutela della salute.

Il testo è esplicito: “Non abbiamo alcuna notizia dei casi di isolamento domiciliare fiduciario disposti dalla ATS, falla informativa che giudichiamo grave nell’azione di contenimento del virus. Nelle realtà piccole, infatti, dove potrebbe essere attivo un controllo “sociale” di noi sindaci, a beneficio delle nostre Comunità, ci è preclusa ogni possibile azione, appunto, di controllo e di vigilanza”. 

Mancano alcune firme, fra le quali quelle del sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e dei rappresentanti dei Comuni di Stagno Lombardo, Corte de Frati, San Daniele Po e altri ancora. Viene criticata nella lettera l’Ats, che però, come fanno presente diversi primi cittadini, dipende direttamente dalla Regione. Tutti quanti, però, fanno notare che senza il pieno coinvolgimento dei Comuni e dei cittadini l’efficacia delle norme è inevitabilmente minore. 

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