La Lombardia è pronta a fare un passo ulteriore, più deciso, per garantire il contenimento del virus Covid – 19. Sentiti i sindaci dei comuni del territorio la richiesta al governo è stata formulata da parte del presidente lombardo Attilio Fontana. Al governo la Lombardia ha chiesto la chiusura di tutto, mantenendo aperte solo le attività essenziali gli alimentari e le farmacie, con una stretta anche sulle attività produttive e sui trasporti pubblici.  Saranno garantite “tutte le attività considerate essenziali per continuare la vita ordinaria, dalla catena alimentare all’energia ai rifiuti, e quelle attività imprenditoriali collegate a catene mondiali da cui non possono distaccarsi altrimenti ne avrebbero danni eccessivi. Nel documento inviato dalla Regione al Governo si comunica inoltre che per quanto riguarda le restanti attività produttive, è già stato raggiunto un accordo con Confindustria Lombardia che provvederà a regolamentare l’eventuale sospensione o riduzione delle attività lavorative per le imprese.  Le proposte sono state formalizzate oggi al Governo e andrebbero ad integrare il decreto dell’8 marzo 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si tratta, secondo Fontana, di iniziative indifferibili sulla base dei dati scientifici in nostro possesso e già comunicati ieri pomeriggio al Governo, nel corso della riunione con i ministri Boccia e Speranza e con i presidenti delle Regioni, oltre che all’Istituto Superiore di Sanita. Purtroppo il numero di persone contagiate aumenta in maniera consistente, ci sono circa 1400-1500 nuove persone contagiate ad essere a rischio è la tenuta del sistema sanitario lombardo. Secondo Fontana siamo infatti vicini all’esaurimento delle risorse, perciò è necessario intervenire invertendo la crescita del virus. Il governatore ha ricordato in Lombardia sono stati recuperati più di 200 posti in terapia intensiva in una settimana e mezza e altri 100 saranno approntati nelle prossime giornate. E’ in corso un un progetto per creare 400 posti di terapia intensiva presso la Fiera di Milano, in attesa che la Protezione civile mandi il personale chei manca ma soprattutto i macchinari. L’obbiettivo della Regione è di raggiungere una decrescita dei numeri dei contagi, come sta già accadendo nelle zone rosse del lodigiano, che ora contano numeri notevolmente abbassati grazie alle precauzioni e alle regole di isolamento messe in atto. Misure molto rigorose sono infatti le uniche che  consentono di interrompere il diffondersi della malattia. La richiesta è che ci sia la forza e il coraggio di seguire le indicazioni che arrivano dal territorio e di raccogliere subito le proposte, per aver un risultato già fra 7-8 giorni.

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