Cinque uomini, ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di plurimi delitti di usura ed estorsione aggravate sono stati arrestati dai carabinieri del Comando Provinciale di Milano su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano. L’indagine, avviata nel settembre 2019, è nata dall’individuazione di una vittima di usura da parte di un gruppo di soggetti e ha permesso al Nucleo investigativo “di identificare altre sette persone oggetto dei medesimi reati”. Tra le 5 persone arrestate dai carabinieri di Milano, c’è un intero gruppo familiare originario dell’Agrigentino composto dal 59enne Vincenzo Scrima, da sua moglie coetanea Mariagrazia Sanzo e dal loro figlio Giovanni Scrima, di 31. La donna è l’unica dell’intera vicenda ad aver ottenuto i domiciliari, gli altri sono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In manette, oltre a loro, sono finiti anche anche il 38enne Giuseppe Ascrizzi e il 52enne Raffaele Ferrara. I carabinieri hanno individuato 8 imprenditori vittime dei loro tassi usurai: 50 per cento ogni trimestre, con un aumento dell’interesse in caso di ritardo nei pagamenti anche di pochi giorni. Nei tre mesi di indagine, dal settembre 2019, gli investigatori stimano che il giro d’affari del gruppo possa essere quantificato in 200mila euro. I capi e organizzatori sono ritenuti Vincenzo Scrima e Ferrara, mentre gli altri risultano partecipi “nel recupero delle somme di denaro mettendo ripetutamente a disposizione i propri conti correnti, carte Postepay e anche ritirando di persona somme in contanti”. In particolare, Ascrizzi metteva a disposizione il proprio bar a Paullo, nel milanese, per gli incontri e lo scambio di denaro. In un caso gli usurai hanno prestato, in più riprese, 100mila euro a una imprenditrice che tra il 2016 e il 2019 ha pagato complessivamente 300mila euro. Nei mesi di indagine non sono emersi episodi violenti ma il gruppo riusciva a esercitare una pressione psicologica parlando di eventuali ritorsioni da parte di una fantomatica famiglia criminale di Quarto Oggiaro che non è mai stata nominata esplicitamente.

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