Cremona. Sono 800 le aziende che hanno chiesto alla Prefettura di Cremona di continuare a lavorare, appellandosi alle possibili eccezioni al fermo delle attività economiche deciso dal decreto del presidente del consiglio la settimana scorsa. Quando il decreto è uscito, subito 230 imprese si sono appellate al rischio di incidenti e al pericolo di danneggiare gli impianti, oppure alla necessità di lavorare per le filiere essenziali – sanitaria e alimentare. Le domande poi sono aumentate da 230 fino a 800. La Prefettura ha scelto di verificare ogni domanda, procurandosi informazioni dettagliate e relazioni di carattere scientifico, oltre ad organizzare videoconferenze con sindacati e enti pubblici. I tempi delle decisioni, quindi, sono tutt’altro che rapidi, deludendo Cgil, Cisl e Uil, che avevano chiesto al prefetto con una lettera lo stop delle produzioni, salvo eccezioni documentate. L’eccezione però sembrerebbe la regola e “nelle pieghe del decreto si sono infilati in tanti”, come ha commentato Armando Generali della Fiom. “Questa è stata la sensibilità delle imprese, anche se la provincia di Cremona è particolarmente colpita dal contagio” è l’amaro commento del sindacalista. Molte aziende hanno presentato lunghi elenchi di clienti del settore sanitario e alimentare, che la Prefettura verifica presso la Camera di commercio. Alcune, dopo diversi giorni di chiusura, hanno già riaperto, come la Maschio a Cremona e la Carlo Colombo a Pizzighettone, che ha presentato una lista di 40 clienti nelle filiere essenziali. Nel gruppo Arvedi, l’Ilta inox di Robecco è chiusa, nel tubificio Ata lavorano in 50 su poco più di 500, l’acciaieria non si è fermata. Nell’ultimo fine settimana erano in funzione i forni, mentre altre lavorazioni erano sospese per sanificare gli ambienti. Sull’acciaieria, i vigili del fuoco presenteranno una relazione al prefetto Vito Gagliardi. In provincia intanto è stata aperta la cassa integrazione per 210 aziende nel settore metalmeccanico, per oltre 7mila lavoratori. Migliora nel frattempo la situazione dell’ospedale di Cremona, di poco meno affollato. I ricoverati, complessivamente, sono diminuiti di una quarantina, da 505 a 467, negli ultimi due giorni. Si riscontra, soprattutto, una riduzione delle persone che entrano nel pronto soccorso.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata