Cremona Sono stati giorni di intenso lavoro per il settore Ambiente e territorio dell’amministrazione provinciale, che ha concesso diverse autorizzazioni al gruppo Arvedi. Il 9 aprile infatti è stata di nuovo aggiornata infatti l’Aia, autorizzazione integrata ambientale, rilasciata nel luglio 2015 e poi modificata nel marzo 2017. Il motivo è che l’acciaieria il 2 ottobre scorso ha chiesto di eseguire una nuova attività: produrre nel deposito di scorie di via Riglio 23 il Calcetek 0-2, materiale generato dal trattamento delle scorie bianche, per inviarlo ai cementifici, che lo potranno usare al posto dell’inerte naturale. Grazie a una delibera di giunta regionale del febbraio 2012, l’autorizzazione è stata semplificata. La richiesta di modifica non sostanziale dell’autorizzazione infatti è stata archiviata. Il 22 aprile sempre con la firma del dirigente Roberto Zanoni, il settore Ambiente e territorio ha concesso al tubificio Arvedi anche l’autorizzazione paesaggistica per la “trasformazione” di una porzione di bosco. Il 10 febbraio il rappresentante legale della ditta, Pierluigi Pergolari, aveva chiesto il permesso per la demolizione definitiva di 2.050 metri quadrati di bosco su territorio del Comune di Cremona allo scopo di ampliare il piazzale antistante il nuovo capannone industriale. La commissione paesaggio ha dato parere positivo il 18 febbraio: non appena arrivato il via libera della Soprintendenza, l’autorizzazione è stata firmata. Nella stessa data, il settore Ambiente ha rilasciato l’autorizzazione unica ambientale, valida 15 anni, all’acciaieria, per il nuovo stabilimento in zona Baracchino, su territorio di Spinadesco, in via Codognese 1, con attività preparazione, taglio e imballaggio di coils. Per gli abitanti della zona Boschetto di Cavatigozzi, però, particolarmente esposti ai rumori provenienti dal tubificio, non cambia nulla. Alcuni cittadini si sono lamentati per il rumore sentito mercoledì e giovedì, anche nelle ore notturne, e aumentato ulteriormente dal traffico dei e dalla voce ad alto volume proveniente dall’altoparlante di un’altra ditta della zona industriale. Va aggiunto il treno della Sograf, che lavora per l’acciaieria, fermo a lungo a motore diesel acceso a pochi metri dalle case. Il comitato di quartiere ha inviato una segnalazione ai carabinieri.

Paolo Zignani

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