(CR) Decessi nelle rsa, nessuna risposta ai sindacati

Cremona Continuano ad aumentare i positivi al test del tampone in provincia di Cremona: 101 in più oggi secondo i dati della Regione, in linea con la media delle ultime settimane, e senza riduzioni di rilievo. In tutto i positivi sono 5.807. Poco affollati, anche oggi, i Pronto soccorso di Cremona e Crema. Non arrivano intanto spiegazioni sul gran numero di decessi nelle case di riposo. E’ colmo infatti di delusione e insoddisfazione il comunicato diffuso oggi da Cgil, Cisl e Uil, per le laconiche risposte che l’Ats e l’ospedale di Cremona hanno dato oggi in videoconferenza. I sindacati hanno chiesto, in un confronto facilitato dalla Prefettura, un quadro preciso della situazione nelle case di riposo, e dunque dati certi sul numero dei decessi per covid-19, il numero dei positivi ai tamponi, fra ospiti e dipendenti, sui dispositivi di sicurezza disponibili, sul supporto organizzativo di cui hanno bisogno gli istituti per anziani, l’integrazione del personale in malattie. Altre domande hanno riguardato le verifiche ispettive dello Spasl, il Servizio dell’Ats per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro, e ancora sull’adozione dei protocolli di sicurezza in seguito alle segnalazioni dei sindacati. Risposte scarse da parte dell’Ats, che ha fornito dati solo sui tamponi effettuati sugli ospiti, e nemmeno in modo disaggregato, ma sulle due province di Cremona e Mantova. Sono stati eseguiti 3.400 tamponi su 6mila ospiti, oltre a 2.298 tamponi sui 4.500 dipendenti degli istituti che si trovano nelle due province. Nessuna risposta è stata data sul numero dei decessi connessi al coronavirus e alle altre domande, se non che bisognerà attendere i dati dell’Istituto superiore di Sanità. E nulla si sa delle verifiche per l’adozione dei protocolli di sicurezza. Una scarsità di dati “irricevibile” per i sindacati, che chiedono invece trasparenza e chiarezza, e sono intenzionati a continuare la propria battaglia in nuovi incontri con l’Ats. Il comunicato è firmato dalle tre segreterie provinciali generali, della funzione pubblica e dei pensionati, che richiedono anche un piano dettagliato per la ripresa delle attività produttiva nella fase 2.


Paolo Zignani