Cremona Non pochi cittadini hanno vissuto in prima persona la sospensione del servizio sanitario sul territorio, per effetto della pandemia, fra medici di base ricoverati all’ospedale, alcuni dei quali per settimane in terapia intensiva, se non in pneumologia o in quarantena. Impossibile quindi, per la concentrazione delle forze sull’emergenza sanitaria, gestita interamente dagli ospedali sovraffollati, senza alcun filtro sul territorio, farsi visitare dal medico curante e ricevere una diagnosi, cui pure si ha diritto , anche per diversi cremonesi che pure hanno avuto sintomi simili a quelli provocati dal coronavirus, con febbre, tosse, o anche polmonite. In assenza di medici, a loro volta malati, con gli ambulatori chiusi, in tanti si sono rassegnati all’autoreclusione a casa propria. Alcuni, come Luigi Lipara, presidente dell’assemblea cittadina del Pd, hanno visto tornare a casa un familiare dimesso dall’ospedale, ma non hanno potuto fare il tampone, come non lo hanno potuto fare, nelle case di riposo, il personale e moltissimi anziani estremamente fragili. Solo pochi giorni fa sono state attivate le Unità speciali di continuità assistenziali, solo 4 in provincia, composte da medici di guardia a supporto dei medici di base. Luigi Lipara è oggi fra coloro che oggi auspicano un chiarimento da parte della magistratura, vista anche la lettera degli ordini dei medici alla Regione Lombardia, chiamata ad attivare strategie più efficaci sul territorio.

Paolo Zignani

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