Cremona. Si alleggerisce la pressione sull’ospedale maggiore di Cremona: i posti letto in terapia intensiva, 52 in tutto, si stanno liberando grazie al miglioramento di alcuni pazienti, che vengono trasferiti in reparto, per le cure dei pneumologi, che si ritrovano ancora sovraccarichi di lavoro. Le polmoniti infatti sono poco meno di 500. L’afflusso di malati covid al pronto soccorso, d’altro lato, continua con numeri bassi: oggi, alle 17, erano in tutto 14, più altri 15 pazienti con altre patologie. In medicina d’urgenza i degenti sono sempre 27, tutti covid, di cui 15 ventilati in modalità c-pap.

Dopo più di un mese di emergenza sanitaria, intanto, le statistiche dell’Istat sui mille Comuni di cui è stata monitorata la mortalità fra gli anziani sopra i 66 anni, vedono la provincia di Cremona al centro della crisi, ancora più del territorio di Bergamo e di Brescia. I Comuni più colpiti dalla mortalità, nel periodo dal 24 febbraio al 21 marzo, sono Casalmorano e Stagno Lombardo, le cui vicende però non differiscono da quelle di altri centri abitati dotati di una casa di riposo. Casalmorano ha avuto 27 deceduti su 422 abitanti con almeno 66 anni: il 6,4% degli anziani ha perso la vita, con una media di mortalità dieci volte superiore a quella degli ultimi cinque anni. Stagno Lombardo, con i suoi 373 anziani, ha avuto 16 decessi quest’anno, nel mese dell’emergenza sanitaria, quindi otto volte in più rispetto agli ultimi cinque anni, nei quali la media è stata di nemmeno due deceduti nello stesso mese. Il sindaco di Stagno Roberto Mariani sostiene che l’emergenza non è stata gestita dalla Regione. Il virus è entrato nella casa di riposo tramite il personale, con dei casi di positività per quanto dotato di dispositivi di protezione, e da lì si sono sviluppati i focolai, come in tanti altri istituti per anziani. Su 17 contagiati che non risiedevano in casa di riposo, 16 sono deceduti. All’interno dell’ospizio, su 71 degenti, i decessi sono stati 22: su di loro non è mai stato fatto un tampone, quindi non si saprà mai se hanno contratto il coronavirus. E anche qui il sindaco nota che andavano fatti tamponi a tappeto, come tutti gli altri sindaci del territorio. A Cremona città, in un mese, tra gli anziani i deceduti sono stati 158, più del doppio della media registrata tra il 2015 e il 2019, cioè 65,4. 

Paolo Zignani

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