A distanza di un mese e mezzo, sin dai primi di marzo, i sindacati dei pensionati stanno cercando di richiamare l’attenzione sulla fragilità degli anziani ricoverati, la categoria più debole rispetto alla pericolosità del coronavirus. E tutt’ora le risposte delle istituzioni non arrivano, mentre circolano dati eterogenei, senza che finora sia emersa alcuna versione ufficiale, comprovata da statistiche certe. Pochi giorni fa l’Ats di Cremona ha precisato con una nota stampa che le case di riposo, in quanto autonome e di diritto privato, dovevano provvedere per conto proprio, dunque come se non ci fosse un’emergenza del tutto eccezionale. Così Mimmo Palmieri, dei pensionati della Cgil, rilancia le richieste dei sindacati. Stanno circolando infatti i dati più disparati sui decessi dei ricoverati nelle case di riposo, senza che ancora sia possibile mettere in relazione l’aumento della mortalità con la presenza del contagio e le disposizioni delle istituzioni. Per questo, in Regione, i consiglieri del territorio Matteo Piloni e Marco Degli Angeli hanno avviato l’iter per istituire una commissione d’inchiesta. L’Istat ha aggiornato oggi le statistiche sui decessi nel periodo fra  primo marzo e 4 aprile in una lista di oltre 1.600 Comuni italiani, fra i quali una trentina di Comuni del territorio. Nello stesso periodo del 2019 e del 2020, a Cremona risulta un aumento dei decessi da 97 a 235 persone, a Offanengo da 1 a 40, a Crema da 41 a 173, a Casalmaggiore da 15 a 65. La mortalità, comprendendo tutte le cause, in un anno è dunque aumentata del triplo.

-Paolo Zignani-

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