Cremona. La provincia di Cremona è prima in Italia, secondo i dati dell’Istat e della Protezione civile, per la diffusione del coronavirus, con 127 positivi ogni 10mila abitanti, distaccando ampiamente la seconda, Piacenza, che ne ha 106. E sul territorio il contagio continua a diffondersi in modo costante, fra i 50 e i 100 casi al giorno, con scostamenti provvisori. Oggi il dato fornito dalla Regione è di 96 positivi in più, per un totale di 4.658: gli effetti del distanziamento sociale sono stati molto limitati, anche se i nuovi ricoverati sono mediamente meno gravi. Non sono mancate preoccupazioni per familiari dei degenti e dipendenti anche alle Ancelle della Carità, dove si temono gli effetti negativi del trasferimento di pazienti dall’ospedale maggiore. Come fa sapere la direttrice sanitaria Simona Gentile, la clinica Ancelle ha dato disponibilità assoluta all’Ats e all’ospedale maggiore per inserire pazienti provenienti dai reparti per altre patologie, che potessero fare spazio ai malati covid-19. Tra i pazienti trasferiti sono stati eseguiti i tamponi, ed è stato creato in un giorno un reparto covid con 18 ricoverati, poi diventati 33, suddivisi in due reparti. Alle Ancelle sono transitati 42 pazienti ospedalieri, tra ricoverati e dimessi. Tre inoltre i decessi, tutti però ricoverati per altri motivi gravi, e alla fine colpiti dall’infezione, senza però un aumento di mortalità da attribuire al coronavirus. Non ci sono stati positivi fra gli 8 ricoverati con lesione cerebrale grave, da anni il target della clinica di via Aselli. Alcuni pazienti covid-19 sono stati trasferiti dall’ospedale di Crema alla fondazione Benefattori Cremaschi, non nella casa di riposo di via Zurla, ma nell’altra sede di via Kennedy, dedicata alle cure intermedie e ora diventata come un reparto infettivi. A Crema la sindaca Stefania Bonaldi protesta per la mancanza di coraggio della Regione, che non ha chiuso ipermercati e supermercati per Pasqua e Lunedì dell’Angelo. A Cremona, invece, il sindaco Gianluca Galimberti fa un augurio riflessivo.

Paolo Zignani

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