Cremona Rallenta in modo significativo la diffusione del contagio: sono solo 10 oggi in provincia di Cremona, secondo le statistiche della Regione, i nuovi casi di positività al coronavirus, secondo i tamponi processati. I positivi dunque arrivano ad un totale di 5417. In calo anche i dati dei decessi e dei ricoveri in terapia intensiva.  12 è il numero dei morti oggi per un totale di 911 decessi da inizio epidemia. Intanto, nel report che il consiglio d’amministrazione di Cremona Solidale ha inviato al Comune di Cremona si trova un messaggio insolito, per questi tempi. Il dato dei decessi, tra gli anziani ospiti, riscontra un aumento del 165% nei primi tre mesi di quest’anno rispetto al 2019, tuttavia viene considerato “oggettivamente”, “contestualizzandolo nel territorio cremonese”. In provincia infatti l’incremento dei decessi, secondo l’Istat, in marzo è stato del 350%, dunque più del doppio che in Cremona Solidale. La tragedia, dunque, è stata contenuta per quanto possibile, considerando che nel contesto provinciale l’incidenza del contaglio è stata la più alta d’Italia. Dietro numeri così importanti, aggiunge il report, “ci sono affetti e dolori  che le cifre rischiano di banalizzare”. L’incontro fra casa di riposo e Comune si è svolto venerdì, per riferire e spiegare quanto accaduto. Cremona Solidale è infatti azienda speciale del Comune, con amministratori nominati dal sindaco e linee programmatiche sottoposte al voto del consiglio comunale. Sin dal 23 febbraio la casa di riposo, d’accordo con il Comune, l’Arsac e la Prefettura, ha deciso di chiudere sia le proprie strutture ai visitatori che i centri diurni. Dall’inizio di marzo sono stati isolati i casi sospetti e adottati i dispositivi di protezione. Sono stati spesi 220mila euro per acquistare 31mila mascherine, chirugiche e ffp2, e poi 40mila calzari, 30mila cuffie, 45mila sovra-camici e così via. La mensa è stata sospesa, gli spogliatoi sono stati spostati, riorganizzando gli spazi per ridurre le occasioni di contatto tra i dipendenti. D’accordo con il Comune, poi, la casa di riposo ha risposto no alla richiesta della Regione di accogliere i pazienti covid dimessi dall’ospedale. Il nucleo covid è stato creato, ma nella struttura delle Cure intermedie, fuori dalla rsa. I tamponi sono stati eseguiti a partire dai primi di marzo, con tempi dilatati a causa della limitata capacità produttiva dei laboratori d’analisi. Lo screening su ospiti e dipendenti sta ormai per essere completato, e Cremona Solidale guarda alla futura riapertura. La domanda di ricovero infatti è molto alta, anzi pressante, sia per la riabilitazione, che il ricovero in casa di risposo che l’inserimento nei centri diurni. Via Brescia, come nota il sindaco Gianluca Galimberti, si prepara a riaprire, purché vi sia sicurezza. Le persone in lista d’attesa, per un posto letto in casa di riposo, sono 365.

Paolo Zignani

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