Cremona. La Prefettura, con il supporto della Camera di Commercio e della Guardia di Finanza, ha concluso l’esame di circa 500 comunicazioni arrivate dalle aziende della provincia di Cremona, emettendo 7 provvedimenti di sospensione. Negli altri casi vale il silenzio assenso. Il numero delle domande inviate dalle attività produttive supera, però, quota 800 e continua a crescere. Si tratta di imprese che vogliono continuare a lavorare, appellandosi alle eccezioni previste dal decreto Conte del 25 marzo alla lettera D (pubblica utilità o continuità con le filiere alimentare o sanitaria), G (rischio di incidenti in caso di chiusura) o H (ruolo strategico rilevante sul piano nazionale). Alcune inoltre si sono adattate all’emergenza e ora producono mascherine o camici. Tutte sono state sottoposte a controlli da parte dei carabinieri. Le oltre 800 comunicazioni non sono state tutte necessarie, visto che sono state inviate anche da categorie non interessate, come gli amministratori di condominio o i venditori ambulanti. Varie ditte, poi, hanno spedito l’email due volte, altre hanno solo fatto sapere di fermarsi volontariamente. L’acciaieria Arvedi è stata sottoposta a sopralluogo da parte dei vigili del fuoco martedì mattina. Ne è emersa una relazione tecnica, vincolante per la Prefettura, che prescrive la prosecuzione dell’attività, benché ridotta e concertata con i sindacati, per evitare il rischio di danni o incidenti, e con tutte le precauzioni previste.

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