Cremona Ci sono molte incognite sul progetto e sui tempi dei lavori per il raddoppio della linea ferroviaria Cremona-Mantova, e la risposta data dalle Ferrovie dello Stato al Comune, all’ente Provincia e alla Camera di commercio non fa che aumentarle. Le istituzioni cremonesi in aprile avevano sollecitato le Fs ad accelerare i tempi; la lettera di Francesco Parlato, direttore centrale affari istituzionali delle Ferrovie, però, afferma che solo nel primo semestre del ‘25 sarà attivato il doppio binario sulla tratta Piadena-Mantova, mentre sull’altra tratta, la Codogno-Piadena, la progettazione definitiva inizierà soltanto quest’anno. Tempi troppo lunghi, per gli enti locali. Va poi sottolineato che il raddoppio della tratta, che ha un costo di più di 800 milioni, non è ancora stato ancora neppure inserito nel Contratto di programma delle Fs condiviso con il ministero delle infrastrutture e dei trasporti. E i pendolari, come fa notare Matteo Casoni dell’associazione InOrario, ancora non sanno come sarà effettuato il passaggio sull’Adda a Pizzighettone, dove il ponte di ferro non ha posto per due binari. Ci sono spazi stretti, inoltre, all’ingresso in Cremona, perché le case sono ravvicinate nell’area di via Persico, via Brescia e via Mantova, né si sa se bisognerà innalzare il binario. In questi giorni lo smart-working e la difficile ripresa di diversi settori economici hanno spopolato i treni; e i passeggeri non hanno ancora ricevuto informazioni da Trenord sull’orario in vigore dal primo giugno: l’attuale scadrà il 31 maggio. Da parte loro, il sindaco Galimberti, il presidente della Provincia Signoroni e il presidente della Camera di commercio Auricchio, ricordando le pressioni fatte dai parlamentari Pizzetti, Colaninno e Gariglio, già invocano una valutazione sul commissariamento della Codogno-Piadena per accelerare i tempi.

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