Cremona. Stupisce il ruolo svolto dall’Ats durante il confronto tra amministrazione provinciale, Arpa, Comuni di Cremona e Spinadesco, acciaieria Arvedi e Ats. Si sta discutendo in conferenza dei servizi – ultima riunione l’altro ieri – sulla possibilità di fare una valutazione d’impatto ambientale sul progetto di sostituzione del forno della linea 2. L’autorità sanitaria ha affermato che l’intervento è “decisamente migliorativo” delle condizioni di igiene e sicurezza dei lavoratori come pure la sicurezza rispetto all’ambiente esterno. Nello stesso tempo, però, è ancora l’Ats a mettere nero su bianco che è difficile reperire tutte le necessarie informazioni ambientali, demografiche e sanitarie, perché occorre che sia conclusa l’indagine epidemiologica territoriale da lei stessa avviata due anni fa in collaborazione con l’istituto superiore di sanità: solo così si potrà disporre di un quadro degli impatti ambientali e sanitari delle diverse fonti inquinanti dell’area nella quale è compresa l’acciaieria. La conseguenza è che è l’industria siderurgica di via Acquaviva a proporre, di propria iniziativa, di rinunciare all’aumento di produzione che sarebbe consentito dal nuovo forno. La produzione rimarrà quindi di 3 milioni e 600mila tonnellate all’anno. Resta unico, dunque, il ruolo da protagonista svolto dall’autorità sanitaria nel caso della proposta di compostaggio di sfalci verdi a Crotta d’Adda, quando l’epidemiologo Paolo Ricci si pronunciò negativamente presentando i dati delle malattie tumorali. Ieri, intanto, il Comune di Cremona ha approvato il conto finale, di 400mila euro, dei lavori di riqualificazione di via Acquaviva e del potenziamento della Codognese, eseguiti con contributo regionale per favorire la crescita del gruppo siderurgico. Le buche però sono rimaste: in aprile il comitato di quartiere segnalava le molestie acustiche dovute al passaggio notturno dei mezzi pesanti, provocando difficoltà al sonno e bruschi risvegli.

Paolo Zignani

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