Anche oggi il comitato di quartiere di Cavatigozzi ha inviato una segnalazione all’Arpa e al Comune di Cremona sugli “odori irritanti” che provengono dalla zona dell’acciaieria Arvedi, annunciando un esposto alle autorità di polizia giudiziaria, dato che il fenomeno si ripete da anni, come nello scorso fine settimana, e li istituzioni non trovano soluzioni. La fase 2 è stata contrassegnata da giorni difficili per gli abitanti di Spinadesco, di Cavatigozzi e anche di Cremona, dove in centro è stato avvertito un odore fastidioso di cui alcuni hanno riconosciuto la probabile fonte. La guardia ambientale dell’Arpa ha fatto un sopralluogo nel pomeriggio di domenica 3 maggio, su richiesta del sindaco di Spinadesco Roberto Lazzari, sollecitato da alcuni cittadini esasperati dai miasmi, un disturbo che si ripete da anni e al quale le istituzioni non trovano soluzione. L’odore, come riferisce l’Arpa in una nota, era percepibile in un breve tratto di via Marconi, nelle vicinanze dell’acciaieria, area sud, e in misura maggiore nella zona della chiesa parrocchiale, per farsi intenso lungo la via che conduce alla provinciale Codognese, accanto all’allevamento avicolo. Così l’Arpa ha constatato la correlazione tra l’odore percepito e quello tipico della fase di essiccazione delle siviere della fabbrica siderurgica, dove i tecnici hanno verificato lo stato degli impianti, evidenziandone, come afferma il comunicato, “il regolare esercizio”: le prescrizioni date dall’amministrazione provinciale erano rispettate, da quanto si poteva rilevare con immediatezza. Altre segnalazioni sono state inviate martedì 5, sugli odori sentiti a Cavatigozzi il giorno precedente, e giovedì 7, lamentando i miasmi di mercoledì a Spinadesco, e situazioni analoghe si sono verificate il 13 e il 14 aprile. In tutti i giorni in cui sono state segnalate le molestie, il vento ha avuto un velocità sostenuta e a volte elevata, con direzione stabilmente verso ovest o nord-ovest, verso Cavatigozzi, o est, verso Spinadesco, in particolare il 14 aprile, quando il vento ha raggiunto i 60 all’ora e i 95 all’ora all’altezza del camino. Il 2 e il 3 maggio la velocità è arrivata ai 37 all’ora, facilitando la diffusione dell’inquinamento olfattivo. L’Arpa intende completare l’analisi dei fatti, considerando tutti i dati fatti registrare dagli impianti, per accertare l’origine dei fenomeni segnalati.

Paolo Zignani

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