Cremona. Il coronavirus ha messo in crisi molti aspetti della sanità e il mondo dei trapianti non fa eccezione. In Italia, nonostante il nostro sia un paese in prima linea nella lotta contro questa pandemia, la rete trapiantologica ha avuto un arresto improvviso. Gli organi da donatori deceduti rappresentano un’opportunità limitata nel tempo, poiché devono essere acquisiti e utilizzati rapidamente. Tuttavia, per poter salvaguardare la sicurezza dei pazienti, i centri di trapianto hanno dovuto esaminare attentamente tutti i donatori per garantire che il rischio di Covid-19 fosse minimo. A Cremona, però, la notte scorsa, è stato eseguito il primo prelievo multiorgano da un paziente deceduto a causa di problemi cerebrovascolari.

Vladimiro Poggi

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