Cremona.  Per l’amministrazione provinciale si sta delineando uno scenario di “potenziale squilibrio generalizzato, pur avendo applicato correttamente i princìpi contabili” come riporta la delibera firmata ieri dal presidente Mirko Signoroni. La causa è l’emergenza da contagio del covid-19, e le misure prese dal governo, con l’effetto di una fortissima riduzione delle entrate tributarie ed extratributarie degli enti locali, al limite dell’azzeramento dell’imposta automobilistica di trascrizione e della quota sulla rca auto. L’ente di corso Vittorio Emanuele II è quindi costretto a rinegoziare i mutui a carico, accettando la proposta della Cassa depositi e prestiti. Sono 156 i mutui rinegoziati, per un importo di 75 milioni, utilizzati soprattutto per lavori stradali e di edilizia scolastica. Per il pagamento verrà seguito il metodo “alla francese”, cioè posticipando il pagamento delle rate, a partire dal 30 giugno 2021, con una quota di interessi più alta all’inizio, mentre la quota capitale all’inizio è più bassa e poi cresce progressivamente. L’ente Provincia quest’anno risparmia 3 milioni e 200mila euro, rimanendo però non meno vincolato di prima alle dinamiche bancarie. La rinegoziazione è conveniente e necessaria ma non sufficiente a garantire l’equilibrio a fine anno, conclude Signoroni nel documento approvato, in attesa delle risposte del governo e della Regione. Anche il Comune accusa il colpo della crisi, avendo dovuto rinunciare a ben 10 milioni di entrate tributarie. L’istituto del Credito sportivo ha stretto un accordo nazionale con Abi e Anci, e così acconsente a sospendere il pagamento delle rate dei Comuni per il 2020: non saranno pagate da Cremona le rate per un totale di 211mila euro. La giunta Galimberti ha accettato l’offerta l’altro ieri. Sono 10 i mutui sospesi, che l’amministrazione riprenderà a pagare dall’anno prossimo, per colmare il debito residuo che supera il milione di euro. 

Paolo Zignani

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