Cremona. Il consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar e dà ragione a Sport Management, accogliendo così il ricorso dei gestori del centro natatorio contro gli atti del Comune che revocavano l’incarico per inadempienza. In largo Atleti azzurri d’Italia quindi saranno ancora i veronesi a gestire gli impianti, ma il comunicato diffuso stamattina dall’amministrazione non contiene alcun passo indietro. Il Comune conferma la linea presa all’inizio dell’aprile 2019, al momento della revoca, poco prima delle ultime elezioni amministrative: le decisioni sono state “le più consone e adeguate”, ribadisce la nota di stamattina, che non contiene nessun nome, né del sindaco Gianluca Galimberti né degli assessori della prima e della seconda giunta da lui guidata. Al termine della pandemia, anzi continuerà il “consueto lavoro, rigoroso e attento, di vigilanza” sul rispetto degli obblighi contrattuali. Il Consiglio di Stato, analizzando le mancanze imputate a Sport Management e le relazioni tecniche, non le ha ritenute così importanti da dover procedere alla revoca dell’appalto aggiudicato nel 2017 e della convenzione allora siglata. La società Sport Management si era difesa osservando, fra l’altro, che il ritardo dei lavori di riqualificazione degli impianti non era stato inserito fra i motivi di revoca. Dall’inizio della gestione sono piovute lamentele per le condizioni igieniche degli spogliatoi e dei bagni e il cattivo funzionamento dell’impianto di aerazione. Quest’ultimo però, secondo il ricorso vincente, doveva essere sistemato dal Comune, che non ha eseguito i lavori di manutenzione straordinaria. Le piscine restano dunque veronesi fino al 2042. L’amministrazione dovrà versare 230mila euro annui al gestore, in cambio di futuri cantieri per 5 milioni e mezzo, più lavori accessori da 1 milione e 700mila euro.

Paolo Zignani

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