Cremona. Il cantiere Aler di via Fratelli Bandiera è partito, dopo tante sollecitazioni da parte del Comune, ma in via Santa Croce la ventennale storia del programma di ristrutturazione prosegue sotto il segno dell’erba alta, arrivata a un metro d’altezza. Il progetto del 2002 è diventato un simbolo dell’emergenza abitativa e delle contraddizioni dell’edilizia, tanto più per la causa civile vinta contro l’Aler dalla ditta edile partenopea cui erano stati affidati i lavori.  Il cortile dell’edificio a due piani al margine dei binari è stato ripulito l’anno scorso dai rifiuti che l’avevano invaso, trasformandolo in una discarica di materiale edile e di rifiuti di ogni genere, e l’ingresso è stato chiuso a chiave, per evitare che venisse di nuovo utilizzato come dormitorio dai senza tetto. Il panorama è peggiorato dalle cattive condizioni del retro dello stabile di via Ghinaglia, dove la riqualificazione prende altro tempo. E dire che da via Santa Croce in passato si poteva passeggiare a lato dei binari fino a raggiungere via Milano, fra un negozio e l’altro. Il passaggio però è stato chiuso, sia verso via Milano che verso via Borgo Spera, dove possono accedere soltanto i pedoni, districandosi fra parcheggi e spazi stretti prima di arrivare all’ampio spiazzo a lato di via Ghinaglia, dove il supermercato e i negozi richiamano il via vai. Santa Croce dunque è rimasta soffocata e l’edificio Aler ne è diventato il simbolo più cupo, mentre l’Aler rinviava continuamente i cantieri. Per mancanza di fondi anche i tempi lunghi di via Fratelli Bandiera sono stati bersagliati dalle polemiche, compresa un’interrogazione del 2018 presentata in consiglio comunale da Santo Canale e da Luca Burgazzi, del Pd. Nel frattempo il Comune e l’Aler, che ha rinnovato la dirigenza, hanno stretto i rapporti, avendo entrambi l’obiettivo di soddisfare l’elevata domanda di alloggi. II progetto già nel 2017 prevedeva 18 appartamenti nuovi nei due condomini ai civici 3 e 5, caduti in stato di degrado, costringendo l’ente a traslocare le famiglie, per la presenza di topi, nutrie e piccioni. 

Paolo Zignani

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