Brescia. La pericolosità della situazione ed il concreto pericolo di contaminazione del terreno e della falda della Caffaro sono state riconosciute dal Tar, che ha respinto il ricorso di Caffaro-Brescia contro l’ordinanza di rimozione dal sito produttivo di alcune cisterne ammalorate e mai svuotate.   Ora è necessario intervenire con la massima tempestività per la messa in sicurezza del sito e per evitare ulteriori ritardi per la partenza di un piano di bonifica e risanamento dell’area che la città di Brescia attende da tanto, troppo tempo. Sentiamo le parole di Marino Ruzzenenti, Storico e Ambientalista.

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