Piacenza E’ certamente il sovraffollamento una delle maggiori criticità del carcere di Piacenza. Se ne è parlato in tempo di piena emergenza sanitaria e se ne parla ora che la situazione covid è migliorata. I problemi della struttura penitenziaria piacentina  restano gli stessi da tempo e urgono misure e interventi urgenti. Nelle scorse settimane il garante dei detenuti Marcello Marighelli aveva parlato di sovraffollamento come di un problema che impedisce di dare dignità ai detenuti. C’è grande carenza di spazi per il pernottamento, ma anche per le attività lavorative e per quelle di rieducazione. Inoltre sono detenute molte persone che non hanno un legame con la regione, quindi diventa difficile il reinserimento sociale. Prima del coronavirus si registravano  quasi 4 mila detenuti rispetto a una capienza regolamentare inferiore a 3 mila posti, poi gradualmente questa presenza si è ridotta soprattutto a causa della necessità di provvedere a importanti trasferimenti (in totale 457) a causa dei disordini e delle rivolte provocate nelle carceri di Modena, Bologna e Reggio Emilia. Tuttavia restano i problemi di sempre a cui si aggiunge. Tra questi la “cronica carenza di personale, edilizia vecchia, con spazi non idonei in periodo pre Covid, figurarsi ora con le misure anti contagio.

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